Sicilia occidentale 2023

Sicilia occidentale 2023

In questo viaggio estivo vi porto con me in Sicilia, per l'esatetzza nella parte occidentale dell'isola.

AGRIGENTO E VALLE DEI TEMPLI

La Valle dei Templi è un parco archeologico della Sicilia caratterizzato dall'eccezionale stato di conservazione e da una serie di importanti templi dorici, ben conservati, del periodo ellenico, costruiti tra il VI ed il V secolo a.C. I templi, dedicati a diverse divinità dell'antica Grecia, includono il famoso Tempio della Concordia, uno dei migliori conservati e restaurati. La zona corrisponde all'antica Akragas, monumentale nucleo da cui si è originata la città di Agrigento.

Il sito è caratterizzato dalla sua imponente architettura, con colonne massicce e dettagli decorativi che riflettono lo stile dell'antica Grecia. La Valle dei Templi è un'importante testimonianza della storia e della cultura greca in Sicilia ed attira numerosi visitatori ogni anno. Oltre ai templi, il sito include anche altre strutture, come le mura di cinta della città antica ed un'area sacra con altari ed edifici associati ai rituali religiosi dell'epoca.

Nel 1997 l'intera zona è stata inserita nella lista dei patrimoni dell'umanità redatta dall'UNESCO. È considerata un'ambita meta turistica, oltre ad essere il simbolo della città ed uno dei principali di tutta l'isola.

Dal 2000 l'area è diventata parco archeologico della Regione Siciliana che, con i suoi 1.300 ettari, è il più grande d'Europa e del Mediterraneo.

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Il mio viaggio inizia in un martedì di luglio da Rimini dove ho preso l'aereo direzione Palermo. Arrivato all'aeroporto, dopo aver noleggiato la macchina, mi sono diretto ad Agrigento. Durante il tragitto verso sud, attraversando l'interno dell'isola, ho deciso di fare una breve sosta a Sciacca per mangiare la prima brioche siciliana e per ammirare la bellissima terrazza del centro che si affaccia sul mare. Dopodiché ho deciso anche di fare sosta a Porto Empedocle e di fare due passi per la via principale del centro decorato con le statue di due grandi scrittori, Pirandello e Camilleri. Dopo una breve vista di circa un'oretta, ho ripreso l'auto con direzione Agrigento per dirigermi al Colleverde Park Hotel che si trova in posizione ottimale con una vista spettacolare sulla Valle dei Templi, in particolare di notte quando è illuminata.

La mattina seguente sono andato ad ammirare la Valle dei Tempi. Il parco archeologico è accessibile da due ingressi nei quali è disponibile un ampio parcheggio. I biglietti di ingresso sono di vario tipo e possono prevedere le visite ai sotterranei, il tour al giardino di Kolymbetra, la guida turistica, ecc. Io ho scelto il biglietto standard che permette di muoversi in autonomia all'interno del parco. Consiglio inoltre di scaricare l'app Valle dei Templi (disponibile per Andorid ed iOS) così da poter avere con voi una piccola guida durante la visita. Si consigliano scarpe comode, cappellino per il sole e bottiglie d'acqua perché il parco si estende per 1.300 ettari e per visitarlo completamente occorrono dalle due alle tre ore. È possibile spostarsi anche comodamente con un piccolo taxi che, al costo di € 3, vi riporta al punto di partenza.

Terminata la visita alla Valle dei Templi e dovendomi dirigere verso Trapani dove avrei alloggiato i giorni successivi, ho fatto una tappa intermedia alla Scala dei Turchi.  Mi sono fermato in un parcheggio a pagamento lungo la strada panoramica che sovrasta il piccolo promontorio e da lì sono sceso a piedi (in circa cinque minuti) alla spiaggia: lo stesso parcheggio fornisce il servizio di trasposto con una graziosa ape cross. Scendendo verso il mare è possibile ammirare questa fantastica scogliera di marna bianca che, modellata da anni di vento e salsedine, si tuffa nell'acqua riflettendo la luce del sole e rendendo l'azzurro del mare ancora più intenso. Percorrendo la spiaggia, che nella parte iniziale è ricca di stabilimenti, ci si può avvicinare alla Scala dei Turchi per ammirarla da vicino ma ad un tratto il percorso è interrotto in quanto dal 2020 l'accesso via spiaggia o via mare è interdetto per il pericolo di crolli ed erosioni. In loco è comunque disponibile una piccola barca che permette di ammirare la falesia dal mare. 

Si tratta di una spiaggia creata dall'erosione della marna pertanto il fondale si presenta irregolare e per alcuni tratti risulta sassoso per cui si consiglia l'utilizzo delle scarpette da scoglio. Dopo una piccola sosta bagno e relax, sono ripartito in direzione Trapani pronto a scoprire altre meraviglie della Sicilia.

I DINTORNI DI TRAPANI

Trapani è circondata anche da luoghi di grande bellezza naturale, come la Riserva naturale orientata dello Zingaro e le isole Egadi. La gastronomia locale è un'altra attrattiva, con piatti deliziosi a base di pane fresco e specialità tipiche siciliane come il couscous di pesce.

Arrivato a Trapani nel tardo pomeriggio mi sono diretto all'hotel Trapani In  che vanta una posizione invidiabile: vicinissimo al porto ed a 700 m dal centro città.

La prima cosa che mi ha colpito di Trapani è stato di sicuro il traffico ed il modo di guidare, ma dopo qualche ora in città ci si fa l'abitudine. I parcheggi lungo il porto sono per lo più a pagamento (dalle ore 8 di mattina a mezzanotte), tuttavia dovete fare attenzione agli orari di pulizia delle strade e relativi divieti. Nei dintorni si trovano diversi parcheggi a pagamento privati oppure potete optare per il parcheggio Le Saline che ha tariffe più economiche: si trova a circa 2 km dal centro ed offre un servizio di navetta gratuito.

La mia prima serata a Trapani si è conclusa con un ottimo piatto di busiate con pesto alla trapanese, assaggio immancabile nella lunga lista delle tipicità culinarie della Sicilia.

Il giovedì mattina ho deciso di visitare la parte a sud di Trapani per cui, ripresa l'auto, mi sono diretto a Marsala. La città merita di certo una visita, che comunque non vi porterà via tanto tempo (circa un'oretta). Appena sceso ho visitato il monumento a Garibaldi che ricorda il famoso sbarco della Spedizione dei Mille e poi mi sono diretto verso il centro che è piccolo, molto ben curato e ricco di chiese. Il centro si estende da Porta Garibaldi a Porta Nuova e lungo il percorso troverete molte cantinette ed osterie dove poter assaggiare il vino tipico del luogo: il marsala. È possibile provare l'esperienza di un tour guidato in cantina con racconti che vanno dalla storia del vino a quello del singolo produttore passando per i metodi di vinificazione.

Dopo aver degustato un bicchiere di Marsala, mi sono diretto a Mazara del Vallo alla scoperta di una nuova città dove le culture arabo-normanne e cattoliche si incontrano. Il simbolo principale è la Cattedrale del Santissimo Salvatore che si affaccia verso mare su un meraviglioso giardino pubblico di ficus secolari e verso la città sulla bellissima Piazza della Repubblica. Il mio giro è proseguito con una passeggiata nel centro storico che viene chiamato Casba. Il centro, racchiuso dentro le mura normanne, è ricco di chiese e caratterizzato da una serie di viuzze tipiche delle città islamiche, da qui il nome. La vista è molto suggestiva e le piccole stradine colorate e ricche di maioliche dipinte appese ai muri testimoniano fortemente la presenza araba in Sicilia.

Dopo questo giretto mi sono diretto a Selinunte per la visita al parco archeologico. Il sito, che è il più esteso d'Europa, si suddivide in sette aree e riporta i resti dell'antica città di Selinunte risalenti al 400 a.C. I templi del parco sono concentrati in due aree: l'acropoli e la collina orientale. Vi consiglio di acquistare all'ingresso anche il biglietto del trenino che permette di spostarvi fra i due siti in modo da abbattere i tempi di visita perché i due distano circa 15 km. La collina Manuzza, che ospita l'acropoli, permette inoltre di ammirare la bellezza della costa siciliana attraverso le colonne dei templi greci.

Nel viaggio di ritorno da Selinunte, ho deciso di fare tappa alle Saline dello Stagnone di Marsala. La mia è stata una rapida visita con lo scopo di ammirare il panorama del luogo all'ora del tramonto. Il posto, infatti è pieno di localini dove poter ammirare i mille colori delle saline e la magia dei suoi mulini a vento sorseggiando un buon aperitivo. È possibile visitare le saline con una piccola barca che vi porterà a vedere da vicino la lavorazione del sale e vi condurrà fino all'isola di San Pantaleo (conosciuta come Mozia). Si tratta di un'isola di origine fenicia nel mezzo della laguna delle saline che oggi ospita un museo a cielo aperto. Nel caso in cui soggiorniate a Trapani, queste saline (isole comprese)  meritano di certo una visita, sono molto più belle di quelle di Trapani e distano solo 30 minuti. Vi consiglio di prenotare con anticipo tour in barca e tavolo per l'aperitivo con vista.

FAVIGNANA

Favignana è la principale isola appartenente all'arcipelago delle Egadi e si trova a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, tra Trapani e Marsala, e fa parte dell'omonimo comune.

Il nome di Favignana deriva dal latino favonius (favonio), termine con il quale i Romani indicavano il vento caldo ricadente proveniente da ovest. Il villaggio sorge intorno ad un'insenatura naturale dove è strutturato il porto sulle cui sponde sono presenti gli edifici delle antiche tonnare Florio.

Le tradizionali architetture mediterranee dell'isola, caratterizzate da intonaci bianchi e finestre azzurre o verdi, sono, specialmente negli ultimi anni, oggetto di riscoperta e valorizzazione; il paesaggio è tutelato infatti dalla sopraintendenza ai beni culturali.

L'isola, ricoperta prevalentemente da macchia mediterranea costituita da arbusti cespugliosi e da boschi di pini marittimi, si è affermata come importante meta turistica.

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Il venerdì ho deciso di visitare l'isola di Favignana. Ho preso il traghetto al porto di fronte all'hotel e mi sono diretto verso l'isola più grande delle Egadi. Tenete presente che ci sono collegamenti compagnia Liberty Lines da Trapani a Favignana ogni 30 minuti. Io ho preferito visitare solo quest'isola dell'arcipelago, ma ovviamente sono disponibili varie opzioni tra cui scegliere, sia per quanto riguarda quali e quante isole visitare che per il mezzo con cui visitarle (traghetto, gommone e barca privata). Le Egadi si compongono di tre isole principali che sono Favignana, Marettimo e Levanzo ed altre isole minori.

Arrivato al porto di Favignana sono stato preso letteralmente d'assalto da diversi noleggiatori che proponevano rent di ogni genere: dallo scooter all'auto, dal gommone alla bici elettrica e non. Nella scelta dovete tenere presente che l'isola si estende per 19 km² con al centro il monte di Santa Caterina (324 m s.l.m.) su cui svetta l'omonimo castello, le strade ed i sentieri sono in parte asfaltate ma per lo più sterrati e per raggiungere le varie calette è spesso necessario seguire percorsi più o meno scoscesi. Vi consiglio, inoltre, di girare l'isola con scarpe da ginnastica e di portare con voi le scarpette da scoglio visto che le spiagge sono prevalentemente rocciose. Io ho scelto di noleggiare una bici elettrica, del resto siamo nell'isola più ciclabile del mediterraneo, e mi sono diretto verso una delle spiagge principali dell'isola: Cala Rossa. Si tratta di una bellissima spiaggia alla quale si accede scendendo lungo la parte rocciosa attraverso un piccolo sentiero sterrato da percorrere a piedi. Dopo la breve camminata si aprirà davanti ai vostri occhi uno spettacolo della natura fatto da una spiaggia selvaggia avvolta da pareti di tufo che racchiudono un mare cristallino. Si tratta di una spiaggia che non è adatta a fermarsi per prendere il sole perché è molto rocciosa, tra l'altro l'accesso al mare non è agevole poiché formato da scogli e rocce e poco levigate. Una volta scesi in acqua, tuttavia, la meraviglia è assicurata. Vista la conformazione del posto è il luogo perfetto per gli amanti dello snorkeling per cui vi consiglio di portare maschera e boccaglio.

Cala Rossa si contende il primato di spiaggia più bella di Favignana con Cala Azzurra, ma a differenza della prima quest'ultima è provvista di una piccola spiaggia in parte sabbiosa ed in parte rocciosa. Si tratta di una cala più agevole da raggiungere, dotata di parcheggio e con un comodo ristorante a due passi dal mare. Pedalando fra le due spiagge si attraversano le cave di calcarenite a cielo aperto tipiche dell'isola; le stesse cave che hanno dato origine alla famosa cala del Bue Marino (così chiamata per la presenza in passato della foca monaca). Il viaggio è proseguito verso est in direzione Cala Burrone, con una piccola sosta pranzo e Cala Trono. Nel tragitto verso Cala Burrone si incontrano molte calette, tutte lungo la strada e tutte completamente rocciose. Si sono formate nei secoli dall'erosione del vento e del mare che hanno creato dei grandi buchi nella roccia somiglianti a delle piscine naturali. La spiaggia di Cala Burrone è stata una scoperta: si tratta di una spiaggia bellissima, attrezzata e con sabbia bianchissima. Dopo il meritato bagno mi sono diretto verso Cala Grande e Cala Rotonda che sono quasi all'estremità ovest dell'isola. Lungo il percorso sono passato nei pressi di Cala Preveto che non è molto conosciuta ma che merita di certo una visita. È una cala poco segnalata, non comodissima da raggiungere e che prende il nome dall'omonimo isolotto che si trova lì di fronte. Visti i tempi ristretti e la strada impervia per arrivarci, ho preferito proseguire oltre. Nei pressi di Cala Preveto la strada ciclopedonale era interrotta (forse da una frana), pertanto è stato necessario passare nella galleria dove passano anche le auto. Mi raccomando di seguire la segnaletica che vi indica di passare con le bici sul marciapiede pedonale perché, sebbene l'isola sia piccola e poco abitata, gli automobilisti sono abbastanza indisciplinati. Vi consiglio comunque di muovervi sempre con attenzione perché durante la stagione turistica la presenza di bici e scooter è considerevole. C'è anche chi noleggia l'auto o riesce a portare sull'isola la propria aumentando ulteriormente il traffico. Nel caso vogliate imbarcare la vostra auto, vi ricordo che gli accessi all'isola sono contingentati per cui informatevi prima. La strada che porta alla zona ovest dell'isola sembra essere più abitata ed infatti si intravede la presenza di qualche bed and breakfast, qualche villetta ed alcune case di allevatori locali (per lo più cavalli e mucche). 

Cala Grande e Cala Rotonda sono entrambe molto belle, attrezzate e di sicuro adatte ad un bagno serale poiché si trovano nella parte ovest dell'isola dove si può ammirare un fantastico tramonto e godersi un buon aperitivo. Dopo aver ammirato queste due spiagge in sella alla mia bici, sono ritornato al porto percorrendo la strada che passa sotto al monte Santa Caterina fino ad arrivare al centro abitato. Favignana conta circa 4.000 abitanti ed il piccolo centro abitato è pieno di localini e negozietti per turisti. Nella zona del porto è possibile ammirare anche l'ex stabilimento Florio, una ex tonnara che con il suo particolare stile architettonico oggi ospita un museo archeologico. Nel caso abbiate tempo vi consiglio di sostare sull'isola anche due giorni per godere al meglio delle varie spiagge e dei bellissimi tramonti, ma nel mio caso non è stato così ed alle ore 17 ero di nuovo sul traghetto per il rientro in hotel. Mi raccomando di essere puntuali per l'imbarco perché se prendete l'ultimo traghetto dovrete attendere il giorno dopo.

TRAPANI ED ERICE

Trapani è una suggestiva città situata sulla punta occidentale della Sicilia, affacciata sul Mar Mediterraneo. La sua posizione strategica ha contribuito a plasmarne la storia e l'identità, poiché ha rappresentato un importante centro commerciale e portuale sin dall'antichità.

La città è nota per il suo suggestivo centro storico, caratterizzato da stradine strette e tortuose, edifici barocchi, chiese riccamente decorate ed una forte atmosfera medievale. La Torre di Ligny, che si erge su una piccola penisola, offre una vista panoramica mozzafiato sulla costa e sul mare circostante.

Rientrato al porto di Trapani, dopo una sosta in hotel, ho deciso di andare a visitare Erice. Si tratta di un comune il cui centro storico è abbarbicato su un promontorio a 751 m s.l.m. sopra la città di Trapani. È possibile raggiungere il centro in auto, percorrendo 30 minuti di strade tortuose oppure con una comoda funivia che con € 11 andata/ritorno, in 10 minuti vi lascia nel centro storico. La funivia d'estate è aperta fino all'una di notte.  Per questioni logistiche ho visitato il borgo di sera ma l'orario migliore è il tardo pomeriggio così da ammirare la vista su Trapani, sulla Val d'Erice e sulle Egadi all'ora del tramonto, decidendo di fermarsi poi per una cena o un aperitivo. Trattandosi di un paesino molto piccolo è visitabile in circa due ore.

Erice è un bellissimo borgo in pietra che domina la vista sulla valle, è ricco di ristorantini e pasticcerie ed è famoso per i vigneti, le ceramiche, i tappeti e le genovesi. Vi suggerisco di fare una visita al Castello di Venere, alla Torre di Re Federico e, se possibile, al centro di cultura scientifica Ettore Majorana. Vi consiglio di indossare un paio di scarpe comode (con un fondo che non scivoli) perché il paese è in pendenza e le strade sono lastricate da una liscia pietra. Nel caso vogliate assaggiare le tipicità del luogo, non potrete perdervi la granita o il gelato da Liparoti (negli anni ha vinto diversi premi), le arancine alla Tonda fritta (sono buonissime e ne hanno davvero per tutti i gusti) e le busiate alla Prima Dea (ottima cena con buon rapporto qualità prezzo). Dopo una bella abbuffata ho ripreso la funivia e sono tornato in albergo.

La mattina seguente ho scelto di fare tappa alla Riserva dello Zingaro. La riserva ha due ingressi, uno da San Vito Lo Capo ed uno da Scopello: sono gli unici due punti di accesso. Vi consiglio di impostare correttamente il navigatore perché per spostarvi in auto da un'entrata all'altra ci vuole circa un'ora in quanto, nonostante i due ingressi siano distanti solo 7 km (all'interno della riserva), il giro in auto prevede di circumnavigare il promontorio. L'ingresso alla riserva costa € 5 ed alla biglietteria troverete la mappa, le indicazioni su cosa potete portare ed un chioschetto dove acquistare il necessario. Vi ricordo brevemente che all'interno non ci sono stabilimenti o chioschi, è consigliato portare acqua e cibo, è vietato portare l'ombrellone da spiaggia ed è obbligatorio indossare scarpe chiuse (io consiglio scarpe da ginnastica e scarpette da scoglio per le soste bagno) altrimenti non vi faranno entrare.

Il percorso della riserva è affrontabile tramite tre sentieri (tralasciando la possibilità di esplorazione via mare con barche o gommoni privati o a noleggio con partenze da Scopello, San Vito Lo Capo o Castellammare): il sentiero costiero è il più facile e più frequentato. Questo sentiero permette di visitare tutte le sette calette (Cala Tonnarella dell'Uzzo, Cala Marinella, Cala Berretta, Cala della Disa, Cala del Varo e Cala Capreria). Le spiagge distano circa 20 minuti l'una dall'altra e l'intero percorso è fattibile in due ore di cammino (senza considerare le soste bagno); il sentiero di mezza costa è di media difficoltà. Questo percorso permette di ammirare la bellezza della costa e delle specie floreali e faunistiche, attraversando dei piccoli caseggiati rurali abbandonati ed il piccolo borgo disabitato di Cusenza; il sentiero del percorso alto che è il più impegnativo ed è consigliato per escursionisti esperti. Questo percorso permette di raggiungere la parte più alta e selvaggia della riserva, è percorribile in otto ore e vi porterà sulle cime del Monte Speziale e del Monte Scardina.

Per quanto mi riguarda sono riuscito a visitare solo la prima caletta: Tonnarella dell'Uzzo. Per mia fortuna la spiaggia non era particolarmente affollata e mi sono goduto il mio piccolo paradiso. Essendo in una riserva, farete il bagno insieme a coloratissimi pesciolini per cui vi consiglio di portare la maschera per lo snorkeling. Nel caso doveste recarvi in alta stagione, vi suggerisco di scegliere delle calette magari un po' più lontane dall'ingresso in quanto normalmente sono meno affollate (ovviamente riceverete tutti i dettagli dai volontari presenti agli ingressi). Sarebbe stato bello poterle visitare tutte, ma anche la salita verso il parcheggio ha mostrato il suo fascino in quanto, il panorama che si aprirà sotto i vostri occhi sarà quasi caraibico con un miscuglio di colori che vanno dal verde della vegetazione, al bianco della roccia e del fondale fino all'azzurro del mare.

Prima di tornare alla base ho fatto una tappa anche a San Vito Lo Capo. Qui il panorama resta magnifico con il piccolo centro che è incastonato ai piedi del promontorio, ma il contesto è molto più turistico per cui troverete molti stabilimenti con le spiagge attrezzate.

Il mio passaggio a San Vito Lo Capo è stato molto rapido perché ero intenzionato a visitare Trapani, per cui sono ripartito nel primo pomeriggio e dopo un'oretta di viaggio sono tornato alla base.

La visita a Trapani è stata molto suggestiva. Dopo aver gustato un piccolo aperitivo a base di arancine in centro storico, mi sono diretto verso la Torre di Ligny percorrendo la passeggiata delle mura lungo la quale vari ristoranti e barettini ospitano i turisti per assaporare qualche prelibatezza osservando il sole cadere in acqua. La Torre di Ligny è la torre più esterna della città ed è praticamente circondata dal mare ed avvolta dal vento. Nel ritorno ho passeggiato lungo la via Vittorio Emanuele per poi ammirare la Torre dell'Orologio che insieme a quello di Praga è uno dei più antichi d'Europa. Trapani è anche ricca di chiese, infatti è chiamata la città delle cento chiese. Vi consiglio di visitare la Cattedrale di San Lorenzo, la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio e la Piazza del Mercato del Pesce. Quest'ultima, oltre ad essere molto suggestiva, è uno dei punti di ritrovo della città e sede di molti eventi e manifestazioni. Sicuramente le cose da vedere a Trapani sono molte ma anche girare tra le sue stradine ed i suoi palazzi in stile Barocco fa assaporare la bellezza della città.

PALERMO

Palermo è il capoluogo della Sicilia, una città ricca di storia, cultura e tradizioni affascinanti. Situata lungo la costa nord-occidentale dell'isola, Palermo è una città vibrante e multiculturale, con una ricca eredità che riflette le influenze dei suoi numerosi conquistatori nel corso dei secoli: fenici, romani, bizantini, arabi, normanni e spagnoli.

La città è famosa per la sua architettura eclettica che mescola stili diversi, come l'architettura arabesca dei mercati, le chiese barocche, i palazzi normanni e le sontuose dimore rinascimentali. La Cattedrale di Palermo, il Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina ed il Teatro Massimo Vittorio Emanuele sono solo alcune delle sue attrazioni più emblematiche.

La domenica mattina ho salutato Trapani per dirigermi a Palermo dove avrei trascorso gli ultimi due giorni di questa splendida vacanza in Sicilia. Nel tragitto ho fatto una breve sosta a Segesta, famosa per le terme e per il tempio. Quest'ultimo è abbastanza piccolo se paragonato alla Valle dei Templi ed a Selinunte, infatti le due parti principali (il tempio e l'Agorà) distano circa 2 km. È possibile visitare il parco liberamente o attraverso tour guidati: con € 2,50 si può acquistare il biglietto del bus che permette di spostarsi fra le due aree principali. Dopo circa due ore mi sono diretto verso Castellammare del Golfo. Si tratta di un piccolo borgo di pescatori arroccato sulle pendici del Monte Inici ed affacciato sull'omonimo golfo: è una zona molto turistica e piena di localini affacciati sul porto presso cui degustare ottimi piatti di pesce. Dopo aver pranzato in uno di questi ristorantini mi sono diretto a Palermo. Lungo la strada è inevitabile passare per l'uscita di Capaci dove oggi sorge un monumento in memoria del giudice Falcone. Il passaggio in autostrada è molto veloce ma sufficiente a far ritornare nella mente e nel cuore le pagine nere dell'epoca creando un'atmosfera di silenzio che sembra voler esprimere indignazione e rispetto.

Arrivato a Palermo verso le ore 15, dopo aver disfatto i bagagli, ho deciso di fare un giro per le città. Il mio B&B non era proprio in centro per cui ho scelto, anche su consiglio del titolare dello stesso, di spostarmi in monopattino, anche se considerando la grande città, le abitudini di guida degli abitanti ed il traffico non è propriamente il mezzo più adatto.  Arrivati in città, nel caso siate in auto, vi consiglio di scaricare l'app dei monopattini perché è un comodo mezzo per spostarvi quando arrivate in centro e l'app Easy Park (disponibile per Andorid ed iOS) perché vi dà libertà di gestire la durata dei parcheggi tramite cellulare. Arrivato in centro ho ammirato la bellezza di Palermo e le sue contraddizioni, il Palazzo dei Normanni, il Teatro Massimo Vittorio Emanuele, il Teatro Politeama Garibaldi, il mercato Ballarò, la piazza del mercato delle Pulci, il monumento dei quattro Canti e le bellissime via dello shopping e dei locali.

Il giorno seguente ho deciso di visitare Mondello, la famosa spiaggia dei palermitani che si trova ad una decina di chilometri dal capoluogo. La spiaggia è sabbiosa, turistica e ricca di stabilimenti ma è veramente molto affollata. La spiaggia è circondata dalle montagne, il che la rende molto suggestiva e facilmente balneabile, ma non è molto grande per l'afflusso presente ogni anno. Dopo aver cercato un posto dove distendermi a prendere il sole, fatto un bel bagno e mangiato qualcosa sono ritornato a Palermo.

Per visitare il capoluogo, visto il poco tempo, ho scelto di utilizzare l'autobus scoperto. Ci sono tre mezzi per girare ed ammirare la città: il bus scoperto, l'ape tour ed il trenino.  L'autobus della (trovate tutte le indicazioni cliccando qui) prevede due linee: una dedicata al centro storico ed una che comprende la zona liberty e le ville. Con circa € 20 è possibile acquistare il biglietto che nelle 24 ore ti permette di salire e scendere tutte le volte che vuoi ed a bordo prevede un'audioguida di otto lingue. Il bus effettua le principali fermate adiacenti ai vari punti d'interesse ed è attivo dalle ore 10 alle 17. Il giro completo, senza mai scendere parte dal Teatro Politeama e dura circa un'oretta. Dopo il giro ho proseguito il mio tour a piedi riuscendo a godermi una Palermo serale, con in monumenti illuminati, i locali pieni e molti turisti che come me che passeggiavano in questo piccolo paradiso.

L'indomani mattina ho deciso di arrivare di nuovo in centro per poter entrare al Palazzo dei Normanni. Si tratta del palazzo reale dei sovrani del Regno di Sicilia e dal 2015 patrimonio dell'UNESCO. All'interno è possibile visitare anche la cappella palatina che fu definita da Maupassant "la chiesa più bella del mondo" e rappresenta una perfetta unione tra l'arte bizantina ed arabo-normanna sia per l'architettura che per gli arredi come pavimenti e mosaici. Oltre a questo gioiello è visitabile anche il giardino reale che non è molto grande ma ospita piante da tutto il mondo. Nel primo pomeriggio mi sono spostato a Monreale per una breve visita. Il paese è molto piccolo ed è famoso per il suo Duomo con i suoi mosaici, il chiostro, le terrazze accessibili da cui si gode una meravigliosa vista sulla città di Palermo e tutta la sua storia. Fatto il breve giro nel centro purtroppo si è fatta l'ora di andare in aeroporto a riprendere l'aereo che mi avrebbe riportato a casa per pianificare il prossimo viaggio.

Martedì, 4 luglio 2023.